4 baffi in padella

ricette, recensioni e divagazioni in cucina

Da Bucatino, a Roma, quartiere Testaccio

Da Bucatino a TestaccioEra il tempio della cucina romana, tanto che se chiedevi dove andare a mangiare roba tradizionale a Roma sud in moltissimi avrebbero detto “dar Bucatino”. Era appunto, perché diciamocelo tutto, ora lo scettro lo ha perso e non sarà neppure così facile riprenderselo.
Intanto er Bucatino si è espanso, ha messo su tavoli e ha alzato leggermente i prezzi. Il cibo però non è migliorato di qualità, anzi è proprio sceso. E questo non lo dico io, ma il sor Claudio uno che a Roma c’è nato e che dar Bucatino a Testaccio c’andava sin da quando era pischello, perché se tu volevi andare a mangiare bene nel quartiere lì andavi a parare. “Ma ora, che te lo dico a fare, ora i tempi sono cambiati e tutto cercano di risparmiare un po’ e dato che questo posto non bada alla quantità e i piatti sono grandi e grossi come un tempo, immagina un po’ te dove risparmiano”.
Ma lasciamo perdere le fregnacce e andiamo al sodo del discorso, ovvero, ma in questo posto come si mangia?
Non male per carità, ma bene è un’altra cosa. Come il sor Claudio dice, piatti abbondanti e ben conditi, ma è il sugo a non rendere. Prendiamo in considerazione l’Amatriciana. Tralasciando che, sebbene la gente sia convinta che debbano essere servita sui bucatini, io credo che i bucatini siano una colossale presa per il culo e quindi preferisco gli spaghetti, ebbene sul piatto c’erano i bucatini. E va tutto bene, insomma, c’è di peggio che può capitare, anche perché i bucatini erano pure cotti bene, al dente proprio. Il problema era proprio il sugo che era troppo fisso, troppo pieno di formaggio, in pratica pronta per essere infornata per farci pasta al forno. E così non va bene, perché il sugo deve essere sugo e quindi ‘sugarsi’ per bene con la pasta e non incollarsi ad essa e da lì non distaccarsi più.
Se invece la scelta cade sui pici ai carciofi, il discorso cambia ma di poco. Condimento abbondante, ma anch’esso mancante di qualcosa, pasta buona ma assolutamente non fatta in casa, che ne dica il cameriere che te la spaccia per tale. Però, tutto sommato, si può chiudere un occhio, perché alla fine la pancia è piena e le papille gustative sono direi abbastanza soddisfatte.
Secondi? Devo essere sincero, non ci sono arrivato. Comunque tutti piatti tradizionali e, almeno da quello che ho potuto vedere sui tavoli degli altri clienti, mangiabilissimi, ad eccezione, sempre a detta del sor Claudio, dell’agnello, “che quando c’è non è mai buono” e della coratella “che non la sanno fare proprio”.
Il vino è il vino della maggior parte delle trattorie romane, niente di che, ma quantomeno sincero alle labbra, come è giusto che sia.
Prezzi medi per una trattoria di Roma, nulla di regalato, ma nemmeno pure troppo costoso. E comunque a me è stato offerto ed è andato bene così.

Cibo **
Vino ***
Prezzo **
Soddisfazione ***

Risultato finale: 2 baffi e mezzo

Da Bucatino
Via luca della robbia, 84-86
Roma (Testaccio)
Tel: 06.5746886
Chiuso il lunedì

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