4 baffi in padella

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Penne alla brigante

Penne alla briganteSfatiamo immediatamente un mito: il Molise esiste. Ed esiste davvero, perché sto per fornire una prova.
Sulla strada che congiunge Fornelli a Colli a Volturno, in provincia di Isernia, dopo un tornantone sorge una casa di quelle in pietra e mattoni, con il tetto spiovente e gli infissi di un rosso sugo di pomodoro. E quella che ora non si sa bene cos’è se una abitazione oppure niente, un tempo sorgeva la Trattoria del Brigante, poiché leggenda vuole che proprio lì, in quella casa si nascose Carmine Crocco, detto Donatello, il ‘Napoleone dei briganti’, il più famoso brigante dell’epoca post-unitaria.
Alla Trattoria del Brigante però, ad eccezione del nome, nulla richiamava a quel passato di ospitalità latitante se non una foto, piccola piccola sopra al camino e un piatto, la pasta alla brigante che tra poco andrò a spiegare. Per il resto era un ristorantino come tanti, con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi, il vino buono, di quelli sinceri ed alcolici, qualche vecchio in giro a parlare del passato e un proprietario antico come il grembiule che indossava. In cucina però c’era la signora Gina e la trattoria era sempre piena, o almeno così dicevano, perché “come la Gina cucina non ce n’è”.
Ecco quindi le penne alla brigante e un saluto a Gina, alla trattoria e a quel Molise che non c’è più.

Grado di difficoltà: facile;
Tempo di preparazione: 30 minuti;

Ingredienti per due persone:
200 g di penne;
1 melanzana media;
100 g di olive;
8 capperi sotto sale;
400 g di passata di pomodoro, oppure pelati;
uno spicchio d’aglio;
olio d’oliva;
un peperoncino rosso piccante;
50 g di caciocavallo stagionato;
pepe nero.

2012-12-09 16.10.11Tagliate la melanzana in listarelle abbastanza sottili disponetele su di uno scolapasta e salatele con sale grosso in modo da togliere parte del loro liquido. Basta una decina di minuti per renderle meno amare.
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Nel frattempo ponete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e una padella nella quale avrete versato un paio di cucchiai di olio d’oliva e lo spicchio d’aglio. Una volta sfrigolante gettate nell’olio le melanzane e lasciatele cucinare a fuoco vivace per almeno cinque minuti, mescolando regolarmente e aggiungendo acqua di cottura qualora queste risultassero troppo asciutte, quindi abbassate il fuoco e aggiungeteci i capperi e le olive tagliate a quarti e lasciate insaporire tutti un paio di minuti, quindi aggiungete la passata e il peperoncino.
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Parentesi peperoncino: la ricetta prevede una certa piccantezza, ma a voi nessuno vi vieta di non seguirla qualora non vi piaccia. Io stesso non uso un peperoncino intero.
Mentre il sugo continua a raddensarsi, l’acqua avrà già raggiunto il punto di ebollizione: per cui buttateci la pasta e aspettate che si cuocia. Intanto, oltre a continuare a mescolare il sugo, grattugiate in un piatto il pezzo di caciocavallo stagionato.
Quando la pasta sarà molto al dente scolatela e versatela nella padella. Spolverate con un po’ di pepe e con il formaggio già grattugiato, mescolate per bene, impiattate e buon appetito.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 10, 2012 da in Pasta, Primi piatti con tag , , , , , , , .

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