4 baffi in padella

ricette, recensioni e divagazioni in cucina

Zuppa di farro e patate alla Lilla

zuppa di farro e patateL’inverno è arrivato e non c’è cosa migliore di un buon piatto che ti riscalda per bene. In tutte le regioni italiane non c’è cosa più invernale di una zuppa. Da nord a sud, da est ad ovest ci sono mille varianti, mille modi di farle, mille ricette diverse, ma tutte hanno un comune intento: riscaldarsi per bene dal freddo.
La ricetta che 4 baffi in padella oggi propone arriva dalla Garfagnana, anzi più precisamente da Ceserana, borgo di quattro case del comune di Fosciandora, 50 km a nord di Lucca. Qui nacque la signora Lilla, al secolo Maddalena, ma per tutti, da sempre, semplicemente Lilla. Lilla è una signora forte, gigante, un po’ burbera ogni tanto, perché “se ti trasferisci in Veneto perché quel mona di tuo marito voleva così devi fare buon viso a cattivo gioco”. Lilla passa la vita tra cucina, orto e il mercato al venerdì, ed in cucina è una garanzia di piatti duri e gran mangiate. E questo è sempre stato il suo pezzo forte.
La ricetta se la inventò secoli orsono perché a lei il pomodoro nelle zuppe non piace e perché il peperoncino non lo sopporta, perché le “fa tutto un foco che poi mica si digerisce”. Ecco dunque spiegato il perché questo piatto non lo mangerete da nessun altra parte se non a casa di Lilla, se non seduti sulla lunga panca vicino alla stufa tirolese, in quella cucina che sa di tabacco e vaniglia. Oppure seguendo questi facili passaggi.

Grado di difficoltà: facile ma con pazienza;
Tempo di preparazione: un ora e mezza;

Ingredienti per due persone:
200g di farro;
5 patate di media grandezza;
2 cipolla;
un rametto di salvia;
1 carota;
1 costa di sedano;
una manciata di semi di finocchio;
un quarto di bicchiere di vino bianco;
pepe;
olio d’oliva.

farroPrima cosa da fare: mettete a mollo il farro per circa tre quarti d’ora /un’ora, poi fate il brodo nel modo seguente. Prendete una pentola, riempitela d’acqua e mettetela sul fuoco. Buttateci dentro una cipolla intera, una costa di sedano, una carota e un mezzo pugno di sale grosso. Nel frattempo tagliate l’altra cipolla a pezzetti non troppo piccoli, prendete un’altra pentola (questa deve avere rigorosamente un coperchio), coprite il fondo di olio d’oliva e, una volta caldo, versateci la cipolla. Mantenete il fuoco vivace mescolando continuamente in modo da non bruciare la cipolla e, una volta imbiondita, versateci il quarto di bicchiere di vino bianco, abbassate al minimo il fuoco e lasciate cuocere il tutto sino a quando il vino non sarà completamente evaporato.
Tagliate le patate a pezzetti non troppo piccoli perché “è buona cosa sentire i pezzetti di patata ancora interi piuttosto di mangiare una cosa informe”. Una volta evaporato il vino, buttate nella pentola le patate, aggiungete due tre mestolate di brodo e copritela con il coperchio, mantenendo il fuoco basso. Aggiungete i semi di finocchio e il rametto di salvia oltre ad un pizzico di sale e ad un pizzico di pepe.
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Ogni cinque minuti mescolate. Le patate devo cuocere almeno quaranta minuti e in questo lasso di tempo ricordatevi di aggiungere brodo che sennò bruciate tutto.
Quando le patate saranno morbide, scolate il farro e aggiungetecelo, mescolando continuamente per almeno un paio di minuti, quindi lasciate cuocere a fuoco medio, rabboccando di brodo quando serve e mescolando il tutto ogni tre quattro minuti.
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Il farro deve stare in pentola per circa mezzora, ma dipende dalla qualità del farro che avete usato, quindi, prima di buttarlo, controllate quant’è la cottura media consigliata nella confezione e aggiungeteci circa cinque minuti “perché è giusto così”. Quando mancheranno cinque minuti alla fine della cottura valutate quanto sia liquido il vostro composto. La regola è questa ed è insindacabile: “la zuppa deve essere consistente, se è liquida non c’avete capito una sega e dovete farla raddensare”.
Una volta “consistente” prendete il pane, tagliatene due fettine per piatto e ponetelo su di un lato. Poi versateci accanto un paio di mestoli e iniziate a mangiare “che la zuppa deve essere mangiata calda se no che zuppa è”.
Buon appetito.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 6, 2012 da in Zuppe con tag , , , , , , , , , .

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